BATISTUTA GABRIEL OMAR

 

Dopo anni passati in maglia viola Batistuta questa estate ha deciso di dare una svolta alla sua carriera calcistica ed ha accettato l'offerta fattagli dal presidente della Roma Franco Sensi. Tanti miliardi (12 netti all'anno per tre anni) e la speranza di vincere finalmente qualcosa d'importante per un goledaor 31enne, a cui non resta più molto tempo per arricchire la bacheca dei trofei.
Nato nel 1969 in Argentina ha iniziato la sua carriera di calciatore nella squadra dei Newell's Old Boys dove ha avuto il primo provino e il debutto nella massima serie sudamericana. In campionato il Re Leone esordì, giocando per mezz'ora a Tucuman contro il San Martin. Il Newell's fu sconfitto per uno a zero. Il debutto vero avvenne però tre giorni dopo. A causa di un infortunio al centravanti titolare Gabrich, Batistuta fu schierato col suo 9 sulle spalle nella semifinale di Coppa Libertadores contro il San Lorenzo.
I pareri su di lui non furono sempre unanimi: Passarella e Sivori ad esempio non lo consideravano una grande promessa.
Nel 1989 Batistuta fece la sua prima esperienza italiana al torneo di Viareggio con il Deportivo. Dopo aver pareggiato col Milan (il dodicesimo era Francesco Toldo), Gabriel brillò contro il Cska di Sofia realizzando una tripletta. L'avventura del Deportivo si concluse ai calci di rigore contro il Torino. L'errore decisivo fu proprio di Bati che festeggiò nel peggiore dei modi il suo ventesimo compleanno.
Nel gennaio 1991 arrivò ad allenare il Boca Oscar Tabarez; la squadra fu ricostruita, l'allenatore sapeva dare fiducia ai giocatori e valorizzarne le capacità, l'intesa con i compagni era perfetta, ed il Boca cominciò a vincere come non succedeva da tempo, giungendo in finale di Coppa Libertadores e perdendo il campionato per un soffio, proprio contro il Newell's.
I gol di Batistuta cominciavano a fioccare, ed il campione a farsi strada. Cominciarono anche ad arrivare le prime offerte dall'Europa: Verona, Juventus, Real Madrid, Fiorentina. Fu proprio nel 1991, durante una partita di Coppa America (torneo che poi l'Argentina di Batistuta vinse), che Vittorio Cecchi Gori, allora vicepresidente della squadra viola, notò il giovane Gabriel Omar Batistuta e decise di portarlo a Firenze.
Gabriel cominciò a segnare e ad essere decisivo per le sorti della squadra, mentre Firenze, a poco a poco, si affezionava a lui, al ragazzo dai lunghi capelli biondi, dai piedi magici e dal carattere discreto. Il 26 febbraio del 1992 con il gol dell'1-0 segnato alla Juventus, a Firenze nasceva il mito di Batigol. Seguirono gol a raffica: una doppietta al Genoa, una tripletta a Foggia ed ancora una doppietta all'Olimpico. Il mito andava consolidandosi. Nonostante i grandi risultati personali di Batistuta, quell'anno la Fiorentina si piazzò dodicesima, e l'anno seguente (pur con una squadra con elementi di altissimo livello come Laudrup ed Effenberg) per i viola arriva, inaspettata, la retrocessione in serie B. Batistuta prende in mano le redini della squadra e decide di restare in ogni caso a Firenze.
Grazie a lui ed alla sua grande intesa con Francesco "Ciccio" Baiano, nel 1994 la Fiorentina domina il torneo cadetto e torna in serie A. L'anno seguente Bati conquista il record di domeniche consecutive a segno, undici, strappandolo ad un vecchio giocatore del Bologna, Pascutti, che si era fermato a dieci. In quella stagione ('94-'95) vinse anche la classifica cannonieri di serie A, con ben 26 reti. È solo l'assaggio di quella che sarà la stagione '95-'96, finora la più ricca di soddisfazioni: la Fiorentina finisce il campionato al terzo posto, conquistando finalmente un posto in Europa, ed il 18 maggio contro l'Atalanta, Batistuta regala ai tifosi la Coppa Italia, la numero 5 della storia gigliata. Il 1995 fu anche l'anno delle 100 partite in serie A: il traguardo, superato il 5 novembre con Fiorentina - Lazio (2-0 il risultato grazie ad una sua doppietta) e festeggiato dai tifosi con l'offerta di una statua.
Il campionato 1997/98 comincia ad Udine con una clamorosa tripletta targata Batistuta, che manda in delirio il nuovo tecnico della Fiorentina, Alberto Malesani, al suo esordio in serie A. Con una doppietta segnata la domenica successiva a Firenze, Bati inizia il campionato con 5 reti in due partite, e quella stagione taglierà l'ennesimo grande traguardo: i 100 gol in serie A. La stagione 1998-99 vede la Fiorentina sola in testa alla classifica per più di metà campionato, con un Bati scatenato che segna a raffica e festeggia i suoi gol mimando una scarica di mitraglia.
Il 7 febbraio 1999, però, durante Fiorentina - Milan, Batistuta subisce l'infortunio più grave della sua carriera, che lo costringerà a stare fuori dai campi di gioco per più di un mese. L'assenza del capitano condiziona sensibilmente la Fiorentina, privata del suo leader, che perde la guida del campionato a favore della Lazio, senza riuscire più a riconquistarla. Si piazzerà lo stesso al terzo posto, conquistando dopo trent'anni, la qualificazione alla Champions League. La scorsa estate Batistuta nella squadra della capitale, sponda giallorossa. Ancora una volta Batistuta si rivela decisivo nel portare con i suoi gol la Roma in testa al campionato.


 

CARRIERA

stagione

squadra

categoria

presenze

goal

00/2001

Roma

A

14

13

99/2000

Fiorentina

A

30

23

98/1999

Fiorentina

A

28

21

97/1998

Fiorentina

A

31

21

96/1997

Fiorentina

A

32

12

95/1996

Fiorentina

A

31

19

94/1995

Fiorentina

A

32

26

93/1994

Fiorentina

B

26

16

92/1993

Fiorentina

A

32

16

91/1992

Fiorentina

A

27

13

90/1991

Boca Juniors

A (ARG)

19

11

89/1990

Boca Juniors

A (ARG)

10

2

88/1989

River Plate

A (ARG)

7

4

88/1989

Newell's Old Boys

A (ARG)

16

4